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✍ Strumento contagocce per scrittura - Suiteki shiro 陶器水滴

 

Questo raffinato strumento contagocce per scrittura, noto in Giappone come suiteki(水滴), è un accessorio essenziale nella pratica della calligrafia tradizionale e della pittura a inchiostro. Realizzato in porcellana e decorato a mano con eleganti motivi blu su fondo bianco, incarna la sensibilità estetica tipica dell’artigianato giapponese, dove funzionalità e bellezza convivono in perfetto equilibrio.

 

Il suiteki(水滴) viene utilizzato per dosare con precisione l’acqua necessaria durante la preparazione dell’inchiostro su pietra, chiamata suzuri(硯). Attraverso una leggera pressione o inclinazione, consente di rilasciare piccole quantità d’acqua, fondamentali per sciogliere il bastoncino d’inchiostro sumi(墨) e ottenere la giusta densità. Questo gesto, lento e controllato, fa parte integrante della pratica dello shodō(書道), dove ogni fase, anche la più semplice, assume valore meditativo.

 

La forma compatta e armoniosa di questo oggetto è studiata per essere facilmente impugnata e utilizzata con precisione. Il beccuccio sottile permette un controllo accurato del flusso, evitando sprechi e garantendo un dosaggio calibrato. La superficie smaltata, liscia e luminosa, esalta la decorazione pittorica realizzata a mano, rendendo ogni pezzo unico e leggermente diverso dagli altri.

 

Il motivo decorativo, tracciato con pennellate fluide in blu cobalto, richiama l’estetica della pittura sumi-e(墨絵), dove il segno è essenziale e carico di espressività. Le linee leggere e spontanee evocano elementi naturali, suggerendo movimento e vitalità, in sintonia con la filosofia del gesto immediato e consapevole.

 

Oltre alla sua funzione pratica, il suiteki(水滴) rappresenta un elemento fondamentale nel rituale della scrittura giapponese. Inserito all’interno del corredo tradizionale insieme a pennello fude(筆), inchiostro sumi(墨), carta washi(和紙) e pietra suzuri(硯), contribuisce a creare un ambiente di concentrazione e armonia, dove ogni strumento ha un ruolo preciso.

 

La porcellana bianco blu, spesso associata a tradizioni come l’aizome(藍染)dona a questo oggetto un aspetto senza tempo, capace di adattarsi sia a contesti classici sia contemporanei. È un accessorio ideale per artisti, appassionati e collezionisti che desiderano arricchire la propria esperienza creativa con un oggetto autentico e profondamente legato alla cultura giapponese.

 

Questo contagocce non è soltanto uno strumento tecnico, ma un piccolo oggetto d’arte che accompagna il gesto creativo, trasformando un’azione quotidiana in un momento di attenzione, equilibrio e bellezza.

Strumento contagocce per scrittura - Suiteki shiro

14,00 €Prezzo
Quantità
  • Descrizione Articolo

    • MATERIALE: porcellana composita
    • MISURE: 8 x 8 x H 5 cm
    • PROVENIENZA:  🇯🇵 Giappone
    • CONDIZIONI: nuova
  • L'arte dello Shodo

    La calligrafia giapponese (in giapponese 書道, shodō) è una delle più conosciute e ammirate arti tradizionali del Giappone. Shodō significa letteralmente “via della scrittura”, ed è un’arte con una lunga storia alle spalle, praticata ancora oggi nelle scuole, dalle elementari alle università.

    I valori alla base dello shodō sono semplicità, bellezza e connessione tra mente e corpo. L’arte della calligrafia giapponese fu introdotta dalla Cina nel 6° secolo. Inizialmente lo stile usato in Giappone era molto simile a quello cinese, poiché i calligrafi copiavano testi e poesie cinesi per imparare questa complicata arte della scrittura.

    Durante il periodo Heian (794-1185) ci fu una svolta. Nonostante venissero usati i kanji, caratteri cinesi presi in prestito dalla Cina, in Giappone viene introdotto un nuovo alfabeto, il kana (inizialmente solo hiragana, il katakana verrà creato in seguito). Con questi nuovi caratteri la calligrafia cominciò a trasformarsi in un nuovo stile tutto giapponese.

    L’arte shodō è legata alle pratiche del buddismo zen, e influenzata dalle sue idee e i suoi valori. La calligrafia giapponese, infatti, va al di là della semplice scrittura, o delle parole. Il vero segreto alla base dello shodō è l’unione tra mente e anima, e la capacità di scrivere col il cuore, senza il quale nulla avrebbe significato. Il calligrafo ha solo un tentativo per scrivere un carattere, dato che scrivendo il pennello non deve mai staccarsi dal foglio o dalla superficie. Per trasmettere un significato profondo, l’opera deve mostrare emozioni, personalità e passione dell’artista. Secondo la filosofia buddista, infatti, si dice che la via della scrittura sia parte del cammino verso l’illuminazione.

    La calligrafia giapponese era praticata inizialmente dai monaci del buddismo zen. Il filosofo Nishida Kitaro diceva che la calligrafia zen si migliora soltanto con la pratica costante. Per scrivere, la mente deve essere libera, solo così i caratteri verranno fuori senza il minimo sforzo. Questa condizione mentale viene definita mushin (無心), che significa proprio “senza pensieri/a cuor leggero”. Quando si pratica la calligrafia bisognerebbe avere la mente “vuota”, libera da congetture o pensieri, per concentrarsi unicamente sul significato delle parole da scrivere.

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