👘 Giacca giapponese douchugi - Kasumi no mori 霞の森
Preziosa ed elegante giacca tradizionale giapponese dōchūgi 道中着, un capo pensato originariamente come soprabito da viaggio da indossare sopra il kimono.
Il termine dōchūgi 道中着 significa letteralmente “abito per il cammino”, indicando un indumento concepito per proteggere il kimono durante gli spostamenti, ma che nel tempo è diventato anche un capo distintivo di grande gusto estetico.
Rispetto al più comune haori 羽織, il dōchūgi 道中着 presenta una linea più avvolgente e un elegante colletto frontale che si sovrappone con grazia, creando una silhouette armoniosa e composta.
Il tessuto è una preziosa seta chirimen 縮緬, una delle sete più apprezzate nella tradizione tessile giapponese. La caratteristica superficie leggermente increspata nasce da una particolare torsione dei fili di trama che, durante la tessitura, generano una fine ondulazione della stoffa. Questo effetto dona al tessuto una profondità visiva molto delicata e una mano morbida e fluida, capace di riflettere la luce con una discreta eleganza. La seta chirimen 縮緬 è da secoli utilizzata per kimono formali e capi raffinati, proprio per la sua capacità di valorizzare le tecniche di tintura.
La decorazione è realizzata con la suggestiva tecnica bokashizome ぼかし染め, un metodo di tintura manuale sfumata in cui i colori vengono applicati gradualmente creando passaggi tonali morbidi e quasi rarefatti.
In questo capo le sfumature si dispongono in ampie cromie che attraversano l’intera superficie del tessuto, passando con naturalezza da tonalità verde muschio e giallo tenue fino a grigi azzurrati e violetto polvere. Questo tipo di gradazione cromatica ricorda paesaggi naturali avvolti dalla bruma, evocando l’estetica della pittura tradizionale giapponese e il principio di armonia con la natura tipico della sensibilità estetica Giapponese.
L’effetto complessivo è estremamente poetico: le sfumature non sono mai nette, ma sembrano dissolversi l’una nell’altra come nuvole di colore, a celebrare la bellezza delle cose semplici, naturali e transitorie.
Il capo è completato dai tradizionali lacci himo 紐, utilizzati per chiudere il soprabito frontalmente con discrezione ed eleganza. La linea morbida delle maniche e la caduta fluida della seta conferiscono al dōchūgi 道中着 una presenza scenica sobria e raffinata, rendendolo perfetto sia come soprabito tradizionale sopra il kimono sia come capo da collezione per gli amanti del tessile giapponese.
La seta chirimen 縮緬 e la tintura bokashizome ぼかし染め trasformano infatti un semplice abito in una piccola opera d’arte indossabile, capace di evocare paesaggi, stagioni e atmosfere tipiche della cultura giapponese.
Fodera interna in seta con sfumature di colore realizzate anch'esse mediante la tintura bokashi.
Vintage periodo secondo showa jidai (anni '90) in perfette condizioni.
Giacca giapponese douchugi - Kasumi no mori
Descrizione Articolo
- MATERIALE: seta Chirimen
- TECNICA: tintura Bokashizome
- MISURE: vedi tabella
- CONDIZIONI: Perfette /anni '90 - 💮💮💮💮💮
- PROVENIENZA: Giappone
Un pò di storia...
Douchugi è un indumento tradizionale che si indossa sopra ad un kimono, considerato pratico, preserva dal freddo, dalla pioggia, e dal vento e viene indossato quando si esce.
Si dice che un primo tipo di giacca simile sia stata creata imitando i mantelli che indossavano i portoghesi quando arrivarono in Giappone. Verso la fine del periodo Edo, anche le donne iniziarono a indossare una sorta di impermeabile, utilizzato nelle giornate piovose o nevose ed era trattenuto in vita con una corda.
La tipologia di giacca douchugi si ritiene abbia avuto origine verso la metà del periodo Meiji, intorno al 1928-1929, divenne popolare come abbigliamento femminile da viaggio. Prima della guerra, del 1945, la sua lunghezza era maggiore e raggiungeva le caviglie. Tutt'oggi viene considerato e utilizzato come un'alternativa elegante all'haori.
Note:
Proteggere dai raggi solari diretti - stirare a bassa temperatura frapponendo un panno umido.
I colori originali potrebbero risultare meno fedeli in funzione delle impostazioni dello schermo.















































