🍵 Contenitore per tè matcha - Natsume Kuro Kiri Kiku
Questo contenitore giapponese per il tè appartiene alla tipologia chiamata natsume, uno degli oggetti più rappresentativi utilizzati durante la cerimonia del tè. Il termine 棗(なつめ) (giuggiola) indica la sua forma tradizionale, ispirata al frutto della giuggiola, con un corpo arrotondato, leggermente svasato verso l’alto, e un coperchio piatto che si inserisce con naturale precisione. Questa silhouette armoniosa è stata codificata nel tempo per favorire la corretta conservazione del tè e per accompagnare con eleganza i gesti misurati del rituale del 茶道(さどう) (via del tè).
Il natsume è realizzato in resina laccata nera, scelta per la sua superficie liscia, profonda e uniforme, capace di evocare l’aspetto della tradizionale 漆(うるし) (lacca giapponese). La finitura lucida riflette la luce in modo delicato, valorizzando le decorazioni senza risultare eccessiva. La tecnica decorativa utilizzata è la serigrafia, che permette una resa precisa dei motivi e una grande durabilità, mantenendo nel tempo la nitidezza dei dettagli e l’equilibrio cromatico.
Il tema ornamentale è ricco di significati simbolici profondamente radicati nella cultura giapponese. Il fiore kiku, 菊(きく) (crisantemo), è il fiore imperiale per eccellenza, emblema della casa imperiale giapponese e simbolo di longevità, nobiltà e perfezione formale. La sua presenza conferisce al natsume un’aura solenne e raffinata. Accanto al kiku compare il motivo kiri, 桐(きり) (paulonia), pianta storicamente associata al potere e al prestigio, utilizzata come stemma ufficiale dal governo giapponese. Il kiri rappresenta prosperità, protezione e rinnovamento, creando un dialogo visivo equilibrato con il crisantemo.
Questo natsume è pensato per contenere il tè verde in polvere, 抹茶(まっちゃ) (matcha), che viene prelevato durante la cerimonia con gesti lenti e codificati. Ogni elemento, dalla forma alla decorazione, contribuisce all’atmosfera di concentrazione e rispetto che caratterizza l’incontro del tè, esprimendo il concetto di 和(わ) (armonia).
Il frullino chasen e il cucchiaino dosatore chashaku, 茶筅(ちゃせん) (frullino in bambù) e 茶杓(ちゃしゃく) (cucchiaino per il matcha), non sono inclusi, ma sono disponibili nella sezione dedicata alla cerimonia del tè. Questo natsume si presta sia all’uso pratico sia come oggetto per arredare, incarnando l’ideale giapponese di 用の美(ようのび) (bellezza funzionale), dove utilità e valore estetico convivono in perfetto equilibrio.
Contenitore per tè matcha - Natsume Kuro Kiri Kiku
Descrizione Articolo
- MATERIALE: Resina Melaninica
- TECNICA: manuale
- MISURE: diam. 7 x h 7 cm
- CONDIZIONI: nuovo
- PROVENIENZA: Giappone
La cerimonia del tè
l Cha no yu[1] (茶の湯, "acqua calda per il tè"), conosciuto in Occidente anche come Cerimonia del tè, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone, indicato anche come Chadō o Sadō (茶道, "via del tè").
È una delle arti tradizionali zen più note. Codificata in maniera definitiva alla fine del XVI secolo dal monaco buddhista zen Sen no Rikyū (千利休, 1522-1591), maestro del tè di Oda Nobunaga (織田信長, 1534-1582) e successivamente di Toyotomi Hideyoshi (豊臣秀吉, 1536-1598). Il cha no yu di Sen no Rikyū riprende la tradizione fondata dai monaci zen Murata Shukō (村田珠光, 1423-1502) e Takeno Jōō (武野紹鴎, 1502-1555). La cerimonia si basa sulla concezione del wabi-cha (侘茶). Questa cerimonia e pratica spirituale può essere svolta secondo stili diversi e in forme diverse.
A seconda delle stagioni cambia inoltre la collocazione del bollitore (釜 kama): in autunno e inverno è posto in una buca di forma quadrata (爐, ro, fornace), ricavata in uno dei tatami (畳) che formano il pavimento, mentre in primavera ed estate è in un braciere (furo, 風爐) appoggiato sul tatami. La forma più complessa e lunga (茶事, chaji) consiste in un pasto in stile kaiseki (懐石), nel servizio di tè denso (濃茶, koicha) e in quello di tè leggero (薄茶, usucha).[2] In tutti i casi si usa in varie quantità il matcha (抹茶), tè verde polverizzato, che viene mescolato all'acqua calda con l'apposito frullino di bambù (茶筅, chasen). Quindi la bevanda che ne risulta non è un'infusione, bensì una sospensione: questo significa che la polvere di tè viene consumata insieme all'acqua. Per questo motivo e per il fatto che il matcha viene prodotto utilizzando germogli terminali della pianta, la bevanda ha un effetto notevolmente eccitante. Infatti veniva e viene ancora utilizzata dai monaci zen per rimanere svegli durante le pratiche meditative (zazen, 坐禅). Il tè leggero usucha, a seguito dello sbattimento dell'acqua col frullino durante la preparazione, si ricopre di una sottile schiuma di una tonalità particolarmente piacevole e che si intona con i colori della tazza.
Utensili e ambientazione[modifica | modifica wikitesto]
Il contenitore dell'acqua fresca, mizusashi (水指), in primo piano: dietro, a destra, uno shakutate (杓立), una vaso spesso utilizzato per le composizioni floreali, contenente l'hishaku (柄杓), il mestolo di bambù; e le hibashi (火箸), due grandi bacchette in metallo utilizzate per disporre i carboni nel braciere (furo 風炉, o ro 炉); a sinistra, il kensui (建水) il contenitore dell'acqua di lavaggio; e dietro, il braciere (furo) con sopra il bollitore dell'acqua (kama 釜)
- Chaire (茶入): recipiente per il tè da usare per il koicha.
- Chaki (茶器): recipiente per il tè. Si suddivide in due tipi: chaire e natsume.
- Chakin (茶巾): salvietta in lino per asciugare la tazza dopo averla lavata con acqua.
- Chasen (茶筅): frullino di bambù, atto a mescolare il tè in polvere (matcha, 抹茶) con l'acqua bollente.
- Chashaku (茶杓): cucchiaino di bambù, utilizzato per prendere il tè dal chaki e metterlo nella tazza (chawan).
- Chashitsu (茶室): stanza del tè.
- Chawan (茶碗): la tazza dove si beve il tè nella Cerimonia del tè.
- Fukusa (袱紗): fazzoletto di seta utilizzato per pulire il chashaku e il chaki.
- Fukusa-basami (袱紗ばさみ, anche 帛紗ばさみ): astuccio in cui ogni ospite ripone il necessario (kaishi e kashi-yōji).
- Furo (風炉): braciere appoggiato sul tatami, in uso da maggio a ottobre.
- Futaoki (蓋置): appoggio per lo hishaku.
- Gotoku (五徳): treppiede di ferro su cui poggia il kama all'interno del ro.
- Hashi (箸): bacchette di legno utilizzate dall'invitato per servirsi il cibo o i dolci.
- Hibashi (火箸): grandi bacchette in metallo utilizzate per disporre i carboni nel braciere (furo o ro).
- Higashibon (干菓子盆): vassoio per dolci secchi (higashi, 干菓子) utilizzati nella cerimonia usucha.
- Hishaku (柄杓): mestolo di bambù utilizzato per prendere l'acqua bollente o fredda.
- Kaishi (懐紙): fogli di carta utilizzati dall'invitato come tovaglioli.
- Kashi-yōji (かしようじ): piccolo coltello di metallo per tagliare i dolci.
- Kama (釜): bollitore per l'acqua.
- Kensui (建水): recipiente per l'acqua di lavaggio.
- Kobukusa (古帛紗): piccolo fazzoletto su cui appoggiare la chawan.
- Koita (小板): tavoletta di legno posta alla base del furo.
- Kuromoji (黒文字): piccolo bastoncino di legno, a punta, con cui l'invitato si serve per prendere i dolci.
- Mizusashi (水差): recipiente per l'acqua fredda.
- Natsume (棗): recipiente laccato per il tè da usare per la cerimonia usucha.
- Ro (炉): buca quadrata in cui si pone la kama, in uso da novembre ad aprile.
- Sensu (扇子): ventaglio che viene usato per lo più come segna posto.
- Shifuku (仕覆): sacchetto di broccato entro cui si ripone il chaire.
- Shōmen (正面): punto grafico o segno della parte esterna della chawan che fa da riferimento per orientarla.
- Tatami (畳): stuoie che compongono il pavimento della chashitsu.















































