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CHANOYU茶の湯: SCOPRI I PRODOTTI DEDICATI ALLA CERIMONIA DEL Tè!


Siamo ormai in pieno autunno. Novembre ci regala i primi freddi, i primi brividini, quelli che ci fanno apprezzare un buon tè caldo pomeridiano per riscaldare il corpo e la mente.

La cerimonia del tè ci offre l'opportunità di dedicare un pò di tempo a noi stessi e di concederci la possibilità di meditare al fine di allontanare le incombenze giornaliere.

La cerimonia del tè è un rito giapponese che va molto al di là del semplice consumo di una tazza di tè, poiché esso segue un codice di comportamento ben preciso e tutto, dalla programmazione dell’evento ai gesti da fare prima di bere la bevanda, è basato su regole estremamente precise. Inoltre ogni utensile che viene utilizzato per la preparazione e il consumo del tè ha un nome e un significato specifico.

Insieme al tè si gusta la bellezza e la semplicità di ogni singolo oggetto, la grazia di ogni movimento del cerimoniere. La pace e la serenità che ne derivano ci aiutano a riflettere sulla vita, sul suo significato e ci aprono la mente a nuovi pensieri.

Sfogliate il menù "Cerimonia del tè" per scoprire tutti i nuovi articoli dedicati al Chanoyu. Dalle teiere tokoname in ceramica o in porcellana a quelle in ghisa. Dal mestolo chashaku al frullino chasen, realizzati manualmente in bamboo. Dai simpatici contenitori per il tè in foglia rivestiti in carta washi, ai tradizionali e preziosi natsume per il tè matcha.


Per i più curiosi: cenni sulla cerimonia del tè.

La Cerimonia del tè

Bere il tè in Giappone si arricchisce di connotazioni spirituali e sociali, che si manifestano nel rigore con cui i giapponesi eseguono tutte le fasi del cerimoniale, incluso la scelta dei vestiti e della stanza in cui svolgerlo.

Un rito sociale e spirituale antichissimo e praticato ancora oggi. Un vera e propria filosofia di vita quella che il rituale esprime e che racconta dell’intima meditazione, della ricerca dell’essenzialità e della purificazione dello spirito tipiche della disciplina zen. Ecco le ragioni per cui ogni singolo gesto del rituale giapponese del tè assume precise connotazioni e importanti significati.

Importato dalla Cina intorno al VI secolo, dove la Camellia Sinensis trovò la sua origine, nel tempo il té abbandonò i ristretti confini monastici, dove era impiegato dai monaci nei riti religiosi, per essere apprezzato anche dal resto della popolazione. Inizialmente, la Cerimonia del tè era praticata in qualsiasi ambiente ma, col tempo, il suo stretto legame con la disciplina Zen, trasformò un semplice incontro tra amici in un momento intimo, da condividere con poche persone in una stanza piccola e appositamente predisposta.

Il rito del tè in Giappone si caratterizza per alcune varianti pratiche. A seconda delle stagioni, ad esempio, cambia la collocazione del bollitore: in inverno e in autunno è collocato in una buca di forma quadrata ricavata nel tatami, il tradizionale pavimento giapponese costituito da un insieme di pannelli rettagolari, mentre in estate e in primavera in un braciere, anche questo collocato nel tatami.

Esistono, inoltre, due forme di Cerimonia del tè in Giappone: una più breve ed una più lunga e complessa, che include un pasto, il servizio del tè denso (il koicha) e poi quello leggero (l’usucha). In entrambi i casi, comunque, ad essere impiegato (in differenti quantità) è il matcha, il tè verde polverizzato, che viene mescolato all’acqua con un frullino in bambù, il chasen. Questo metodo di preparazione del tè è definito sospensione e differisce dall’infusione proprio perché il tè viene direttamente miscelato all’acqua, ragion per cui il suo effetto eccitante risulta notevolmente intensificato.

E’ la filosofia di vita Zen a ispirare la Cerimonia del tè in Giappone. Questa si svolge in una stanza dedicata, capace di incarnare tutti i principi dell’estetica Zen: essenzialità, assenza di contenuto, meditazione, spiritualità. Il vuoto è l’indiscusso protagonista della stanza del tè. Il vuoto materiale dell’arredamento è la trasposizione del vuoto mentale a cui si deve aspirare. Quello che ti consente di lasciar andare gli attaccamenti mondani e le preoccupazioni quotidiane per liberare lo Spirito e accogliere e comprendere l’Essenza.

Arredata in modo essenziale, a voler richiamare la naturalezza e la spontaneità praticate dallo zen, la stanza, la cha shitsu, è piccola e semplice. E’ accessibile attraverso una piccola porticina, che costringe a piegarsi in segno di umiltà. E’ così che l’ospite viene immediatamente immerso in un’atmosfera dal fascino particolare e unico, dove la luce entra soffusa e quasi soffocata dalla finestre schermate. All’interno della stanza, da un lato c’è il tokonoma, una piccola nicchia ricavata nella parete, che si impreziosisce di una composizione di ikebana e di rotoli di carta scritti da calligrafi esperti. L’arredamento del takonoma è attentamente studiato. Ogni elemento deve essere in sintonia con le persone che prenderanno parte alla cerimonia, con l’ambiente e con il periodo dell’anno in cui si svolge.

Nel Cha No Yu tutto è pensato con attenzione, ogni elemento, ogni disposizione ed anche ogni gesto con cui eseguire la cerimonia. Ecco perché il rito del tè in Giappone si impreziosisce di fascino e mistero così intensi e particolari.

come si svolge?

Tutti gli invitati si accomodano nella stanza del tè, con la persona più importante o l’ospite al primo posto. Poi, attraverso la porta scorrevole entra il teishu, colui che prepara il tè, e si inginocchia con le punte dei piedi rivolte verso l’esterno. Come dicevamo, esistono due cerimonie del tè:

  • una cerimonia del tè più lunga, quella del tè denso;

  • una più breve e meno complessa, quella del tè leggero, l’usucha. Questa prosegue con il posizionamento dei vari utensili e con la preparazione del tè nella tazza, la chawan.

Si invita ogni partecipante al rito, a partire da quello più importante, a consumare il dolce con la formula rituale «okashi o dōzo» (servitevi del dolce, prego). Dopo gli viene offerta la tazza e, scusandosi con il suo vicino, gli chiede il permesso di servirsi per primo. Afferra la tazza con la mano destra, lentamente la poggia sul palmo della sinistra. Ne ammira la bellezza e di nuovo con la destra la fa ruotare per esporre lo shōmen (la parte di finitura che fa da riferimento). Beve con brevi sorsi ed esprime il suo gradimento. Pulisce il bordo della tazza, la posa dinanzi a sé e il teishu la riprende e la lava.

La cerimonia procede allo stesso modo con tutti gli altri ospiti. Quando tutti hanno bevuto il tè, il primo commensale chiede il permesso di esaminare gli utensili utilizzati durante il rito: il contenitore del tè, natsume, e il cucchiaino di bambù, chashaku. Dopo che il permesso gli viene accordato, gli ospiti a turno prendono gli utensili e li osservano, lasciando per ultima la tazza. Questa gira tra le mani mentre i commensali chiedono informazioni sul maestro che l’ha creata, l’epoca e lo stile a cui appartiene. La cerimonia si conclude con il teishu che ritorna alla posizione iniziale, si inchina fino al pavimento assieme agli ospiti, esce dalla stanza e richiude dietro di sè la porta scorrevole.

Armonia, purezza, rispetto e tranquillità sono i quattro principi cardine che ispirano la Cerimonia del tè in Giappone. Un rito affascinante e particolare, carico di significati spirituali che vanno ben oltre la semplice preparazione e condivisione di una buona tazza di tè.

Insomma: "Buon Chanoyu a tutti!

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